Per una rinnovata missione del credito che guarda all’Essere e non all’Avere, a seicento anni dalla nascita del fondatore beato Marco da Montegallo, con il centro la persona e la società
Saluti istituzionali
Giacomo Possamai, Sindaco di Vicenza
Lectio introduttiva
Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica – Università LUMSA di Roma e presidente di SEC – Scuola di Economia Civile, componente del comitato scientifico di Fondazione Relazionésimo ETS
a seguire dialogo con
Giovanni Diamanti, presidente Fondazione Monte di Pietà di Vicenza
Ketty Panni, presidente Fondazione Relazionésimo ETS
Modera
Marino Smiderle, direttore Giornale di Vicenza
Il 19 marzo del 1496 moriva a Vicenza Marco da Montegallo, beato, instancabile fondatore di Monti di Pietà e di Monti frumentari del quale ricorrono i seicento anni dalla nascita (Montegallo, 1425). Umanista, teologo, medico, ma soprattutto edificatore di banche diverse per i poveri e per il bene comune, fondò a Vicenza i Monti di Pietà per sollevare i poveri”. Li fondò per ‘innalzare gli umili’, in un suo ‘magnificat’ tutto cristiano, francescano, umano.
Questa ricorrenza suggerisce una riflessione sul ruolo che possono avere i Monti di Pietà per una rinnovata missione del credito che guarda all’Essere e non all’Avere con il centro la persona e la società. Tema rilevante, in questo inizio di millennio, a fronte delle nuove povertà – non solo economiche ma anche culturali e civili – generate dalla globalizzazione e da un’economia sempre più esasperata.
Fondazione Relazionésimo ETS promuove di avviare un confronto che coinvolga le parti sociali ed economiche per capire come, insieme, si possano offrire risposte concrete e innovative a questo interrogativo.
