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Un nuovo paradigma per le relazioni

Fondato nel 2020 da Ketty Panni e Ombretta Zulian, Relazionésimo mira a valorizzare il capitale relazionale tra persone, imprese, istituzioni e territorio, generando nuova economia.
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Intelligenza, cuore e anima. Corpo, mente, spirito. Questo è il progetto “Relazionésimo”. Un progetto che invita a «vedere oltre». Occhi puntati sui giovani, sulle imprese, sulle relazioni, su un modo alternativo di fare impresa e cultura.

Fondato nel 2020 da Ketty Panni e Ombretta Zulian, Relazionésimo punta a valorizzare il capitale relazionale tra persone, imprese, istituzioni e territorio, generando nuova economia. Questo approccio innovativo si basa sull’idea che le relazioni umane sono una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale e che “investire in relazioni” possa portare a una maggiore felicità e benessere collettivo.

Da tempo il termine “relazionésimo” è entrato a far parte del linguaggio comune: in pochi anni, il progetto è riuscito a proporre Festival, un Expo in Fiera a Vicenza, una mostra in Basilica Palladiana sulla proporzione aurea, iniziative e progetti. Anima del progetto Relazionésimo, assieme a Ombretta Zulian, è Ketty Panni.

Imprenditrice, per anni a capo dell’azienda di famiglia “Oleodinamica Panni”, oltre 300 dipendenti e un bilancio da 70 milioni, il 29 aprile 2022 dopo l’approvazione del consultivo, Ketty ha deciso di cambiare obiettivi, puntando su un nuovo paradigma imprenditoriale: le relazioni. Oggi è presidente di Relazionésimo.

Ketty Panni che cosa l’ha spinta a intraprendere questa nuova strada?
Credo che il mondo del profitto abbia tutti gli strumenti per prendersi cura del bene comune. O lo facciamo ora o saremo finiti. Mi rendo conto che si tratta di un investimento a lunghissimo termine. Ma qualcuno deve iniziare.

Qual è il nesso tra economia e felicità?
Il nesso tra economia e felicità è complesso e multidimensionale. Tradizionalmente, l’economia è stata vista come un mezzo per migliorare le condizioni materiali della vita, con l’idea che un aumento del reddito pro capite portasse automaticamente a un incremento del benessere. Tuttavia, studi recenti nel campo della “economia della felicità” hanno dimostrato che il rapporto tra reddito e felicità non è lineare. Superato un certo livello di benessere materiale, ulteriori aumenti di reddito hanno un impatto sempre minore sulla felicità percepita.

Manca qualcosa, dunque? 
Manca tanto, direi. Manca la cura delle relazioni. Le relazioni umane giocano un ruolo cruciale nel contesto dell’economia della felicità. La qualità delle relazioni interpersonali è uno dei fattori più influenti sul benessere individuale. La presenza di una rete di supporto sociale, legami familiari forti e una comunità coesa sono elementi che contribuiscono significativamente alla percezione di felicità. Le relazioni positive non solo migliorano la qualità della vita, ma possono anche stimolare la produttività e l’innovazione all’interno delle imprese, portando a una crescita economica sostenibile e inclusiva.

Su cosa si concentra il progetto Relazionésimo?
Si concentra proprio su questo:  l’importanza di investire nel capitale relazionale come una strategia per generare non solo crescita economica, ma anche benessere e felicità collettiva. L’uomo è rimesso al centro di una strategia che lo considera non un “costo”, ma come il cuore stesso di un’economia che ritorna ai fondamentali: prendersi cura delle relazioni. Relazioni tra corpo, mente e spirito. Relazioni tra generazioni, ambiente e società. Questo approccio “composto” riconosce dunque che le relazioni sono alla base di una società prospera e che la vera ricchezza risiede nella felicità delle persone: è un approccio ambizioso, ma oggi più che mai necessario.

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