«Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so: eppure posso affermare con sicurezza di sapere che se nulla passasse, non esisterebbe il passato; se nulla sopraggiungesse, non vi sarebbe un futuro; se nulla esistesse, non vi sarebbe il presente». Queste parole di Sant’Agostino sul tempo e sulla sua natura affascinano da secoli pensatori e scienziati. Forse perché il tempo, continuamente, ci sfugge ma lo fa in forme sempre nuove, come spiega Guido Tonelli, fisico al Cern di Ginevra e professore all’Università di Pisa, uno dei padri della scoperta del bosone di Higgs, che il 25 gennaio sarà ospite di Relazionésimo per un importante incontro che si terrà presso la Basilica Palladiana (h 18) in occasione della mostra “Caravaggio, Van Dyck e Sassolino” (qui il link per prenotare)

«Nel mondo materiale complesso in cui si svolgono le nostre esistenze quotidiane vige una separazione netta fra passato e futuro. Quando ci cade un bicchiere dal tavolo lo vediamo subito finire in pezzi sul pavimento. Se qualcuno ha registrato la scena con un cellulare e la proietta al contrario possiamo immediatamente renderci conto che ha fatto un editing del filmato e ne ha invertito il senso. Vediamo i cocci saltare dal suolo sul tavolo e ricomporsi elegantemente a formare il bicchiere originario».
È una scena cui non abbiamo mai assistito nel mondo reale. Ma, prosegue Guido Tonelli, autore del recente best-seller Tempo. Il sogno di uccidere il Chronos (Feltrinelli), «nel mondo di oggetti molto semplici, come le particelle elementari, sottoposti a un pugno di interazioni, tutto potrebbe svolgersi in maniera più simmetrica e ordinata e anche il tempo potrebbe sfuggire alla condanna di correre sempre in un’unica direzione».
Potremmo avere reazioni e decadimenti che si svolgono in perfetta simmetria. L’unica possibilità è verificare se questo è realmente il caso e cercare di capire se in natura esiste una simmetria forte, valida in tutte le circostanze. Un tema che è stato al cento della mostra la Proporzione aurea organizzata da Relazionésimo dal 1° ottobre e il 10 dicembre 2023 proprio nella Basilica Palladiana di Vicenza.
L’esempio più comune di simmetria è quella speculare. La possiamo verificare ogni mattina, osserva Tonelli. Quando? «Quando ci guardiamo allo specchio, mentre ci laviamo i denti o ci pettiniamo. L’immagine ci è familiare e in essa ci riconosciamo subito, anche se l’individuo che vediamo, pur somigliandoci in tutti i dettagli, è molto diverso da noi. La sua mano destra corrisponde alla nostra sinistra e viceversa. Basta usare un pettine o un rasoio per accorgersi della differenza. È lo scherzo della simmetria speculare, per cui i due oggetti, quello reale e la sua immagine, non sono uguali, sono simmetrici per riflessione. È un artefatto ben noto a tutti dai tempi più remoti. È grazie a questo fenomeno che molti pittori hanno potuto dipingere il proprio autoritratto, quando non erano ancora state inventate le macchine fotografiche. Posavano davanti allo specchio e riportavano sulla tela la loro immagine riflessa».
È così che Caravaggio ha potuto dipingere se stesso, ancora giovanissimo, in veste di Bacco, in quell’autoritratto famoso esposto alla Galleria Borghese di Roma. Ed è qui che il mistero del tempo si infittisce: riflesso in un volto nel momento stesso in cui quel volto – l’autoritratto – sfida lo scorrere del tempo.

