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Biblioteca, luogo di relazioni

di Mattea Gazzola
Direttore Istituzione pubblica culturale Biblioteca civica Bertoliana
Oltre che nella prestigiosa Basilica Palladiana di Vicenza, la mostra "La proporzione aurea" si sviluppa anche a Palazzo Cordellina. Una scelta importante che connette luoghi della città e investe sullo spazio comune come luogo di relazione e cultura
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Biblioteca casa delle opportunità: cultura, relazioni, benessere è il suggestivo titolo di un saggio curato da Chiara Faggiolani (2021) che evidenzia come la biblioteca sia un punto di riferimento fondamentale per la crescita culturale di chi la frequenta, un terzo luogo (dopo la casa e il lavoro) in cui è possibile beneficiare di uno spazio percepito come sicuro e di un tempo libero utile alla crescita personale, attraverso il libro e la lettura ma anche grazie all’incontro e alla relazione con persone con le quali si condividono interessi e passioni.
Nel progetto culturale della Biblioteca Bertoliana, biblioteca storica e di pubblica lettura che dalla sua fondazione, nel 1708, è parte integrante dell’impalcatura su cui si sostiene la crescita culturale e sociale della città di Vicenza, il concetto di relazione è un concetto chiave.

La relazione, nella nostra politikḗ – cioè nella nostra attività di supporto alla pόlis, alla città – si concretizza nella capacità di mettere in comunicazione il patrimonio librario con quello manoscritto e archivistico, il patrimonio con il servizio, il servizio con l’utente, l’utente con l’utente, e di nuovo l’utente con il servizio, il patrimonio, le attività culturali.

Contribuire alla mostra La proporzione aurea. Un viaggio tra emozioni, armonia e conoscenza e al progetto del Festival delle Relazioni significa pertanto valorizzare il nostro core business di servizio culturale di relazione.

Nella sede di Palazzo Cordellina sono esposti per la prima volta alcuni rari e significativi documenti del patrimonio dell’Istituzione: tra questi, l’incunabolo del 1494 della Summa de Arithmetica Geometria Proportioni et Proportionalità e l’edizione del 1509 del De Divina Proportione di Luca Pacioli, entrambi stampati a Venezia con i torchi di Paganino de’ Paganini, che influenzarono artisti e scienziati del calibro di Leonardo, Albrecht Dürer e Johannes Kepler. Di Albrecht Dürer sono state scelte tre opere: il De urbibus, arcibus, castellisque condendis, ac muniendis rationes aliquot, stampata a Parigi nel 1535, e due edizioni del trattato sulla simmetria nel corpo umano (il De symmetria partium humanorum corporum nell’edizione parigina del 1557 e Della simmetria de i corpi humani, realizzata a Venezia dal tipografo Domenico Nicolini nel 1591), vero e proprio libretto d’istruzione per gli artisti dell’epoca, dove geometria e matematica forniscono le basi per stabilire delle regole comuni di rappresentazione del corpo e dello spazio.

Dall’archivio della famiglia Velo è stato invece scelto un documento contabile del 1667 sulla vendita di venti organsini (filati di seta) di Vicenza da parte di Girolamo Velo, redatto con il metodo della partita doppia: è sempre Pacioli nella sua Summa a descrivere per la prima volta il sistema di partita doppia che veniva utilizzato dai mercanti di Venezia e che ha rivoluzionato il mondo commerciale grazie a raffinate riflessioni di diritto societario e di gestione e analisi economica.

I documenti scelti per il percorso espositivo non solo valorizzano il corpus documentario della civica vicentina, che dimostra ancora una volta di essere una biblioteca-monumento di straordinari valori e potenzialità, ma entrano anche in relazione con l’oggi, si confrontano con la contemporaneità, tornano a ricollocare l’uomo, con le sue responsabilità, al centro di una relazione costruttiva con l’ordine naturale e sociale.

Conservare il patrimonio del passato, valorizzarlo nel presente per educare alla sua conoscenza e fruizione e proteggerlo per il futuro è l’etica di una biblioteca che vuole continuare a crescere. E cresce non solo perché ogni anno si ricevono e si comprano nuovi libri per rispondere ai bisogni informativi della comunità, ma anche, e soprattutto, perché cresce la sua utenza, crescono le attività, crescono le opportunità di cultura, che creano a loro volta relazioni e benessere.

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