La relazione è il processo intersoggettivo in cui si genera la soggettività individuale. Diventiamo noi stessi nelle relazioni con gli altri, con le nostre motivazioni e le nostre resistenze, con i nostri progetti e le nostre ansie, con le nostre incertezze e le nostre determinazioni. Luogo di tutte le possibilità e di tutti i problemi con l’altra e l’altro, quando io e altro cercano di fare qualcosa insieme, come accade in ogni relazione educativa e lavorativa. Dalla relazione emerge la via per favorire l’efficacia o generare la difficoltà della connessione al compito di crescita e all’apprendimento, alla motivazione lavorativa e allo sviluppo personale.
Le relazioni educative e lavorative sono per loro natura asimmetriche e implicano l’esercizio della responsabilità di contenimento e di uso del potere e dell’autorità come servizio verso chi cresce e apprende, e verso chi lavora. La comunicazione e il riconoscimento nelle relazioni interpersonali emergono e dipendono dalla combinazione, dal dialogo e dal conflitto delle differenze individuali, che sono costitutive di ogni processo di individuazione.
La relazione è incarnata in quanto sostenuta dall’approssimazione tra corpi in movimento. Gli esseri umani sono individui di una specie che è naturalmente relazionale, e la relazione è costitutiva dell’individuazione personale. La relazione è reciproca in quanto basata sulla modulazione intenzionale e sulla circolarità. La natura e la qualità della relazione dipendono dal livello di reciprocità e dall’influenza che emergono e si affermano nella contingenza di una data situazione in un contesto dato.
Le relazioni primarie tra madre, padre e figli, che iniziano fin dalla fase prenatale, e le relazioni nei gruppi e nei luoghi di lavoro oggi presentano importanti livelli di crisi: è prioritario attivare azioni di riconoscimento e sostegno. I principali bisogni a cui l’azione educativa e gestionale deve rivolgersi riguardano in primo luogo lo sviluppo e il miglioramento delle risonanze affettive nelle relazioni, affrontando disturbi di attaccamento e crisi di legame nella gestione delle emozioni e delle relazioni primarie, o indifferenza e stress nei luoghi di lavoro. In secondo luogo, l’educazione e la gestione hanno necessità di rispondere ai bisogni di attivazione e sviluppo di comunità educanti nei contesti di vita dei bambini, e di comunità di lavoro nelle istituzioni e nelle aziende, prestando attenzione alla costellazione affettiva primaria e secondaria, in cui si svolge l’esperienza di crescita e l’esperienza di generazione del ben fatto nel lavoro.
Le conoscenze scientifiche disponibili mostrano che le tappe evolutive vengono raggiunte attraverso l’integrazione degli aspetti biologici, affettivi, relazionali e del contesto di vita e di lavoro al fine di coniugare qualità della vita relazionale, generatività e produttività.

