La felicità delle relazioni

Le relazioni sono pilastri della felicità personale e fondamento di un approccio organizzativo inclusivo. Le relazioni svolgono infatti un ruolo fondamentale nella costruzione di organizzazioni più coese.
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Potremmo definire la felicità come piena consapevolezza del valore delle relazioni. Un approccio, questo, che trova riscontro nel più grande studio scientifico sul tema: il Grant Study della Harvard Medical School, avviato nel 1938, condotto per decenni sotto la guida di psichiatri come George Vaillant e, più recentemente, Robert Waldinger.

Lo studio identifica le relazioni significative come pilastri della felicità personale e come fondamento di un approccio organizzativo relazionale e inclusivo. Leggendo con una lente inedita i dati del Grant Study, si osserva infatti che le relazioni svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione del capitale relazionale e nell’attivazione di dinamiche inclusive e possono essere implementate da politiche attive sul tema dell’equità di genere.

 

L’equità di genere e il superamento del gender gap, in particolare, possono influenzare profondamente la qualità e la dinamica delle relazioni interpersonali, contribuendo o limitando il benessere individuale e collettivo. Incorporare in queta prospettiva un’analisi delle relazioni umane come pool factor di innovazione e cambiamento potrebbe fornire una comprensione più profonda di come le dinamiche organizzative influenzino il benessere emotivo e psicologico: sul lavoro e nella società.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la mancanza di relazioni sta diventando un problema sanitario globale, che attraversa tutti i confini nazionali, di grado di sviluppo, di età.  Al contrario, la presenza di relazioni equilibrate e rispettose è un fattore significativo nel promuovere una vita sana e soddisfacente come ha recentemente dimostrato l’ultima edizione del World Happyness Report.

La Felicità delle relazioni è il tema dell’incontro che si tiene il 30 novembre 2023 presso la Basilica Palladiana di Vicenza (qui il programma e tutte le informazioni per partecipare).

L’incontro si focalizza sul rapporto tra dimensione psicologica e organizzativa delle relazioni e sul loro impatto sul tema generale dell’inclusione sociale, economica e di genere. Il coinvolgimento di approcci multidisciplinari nello studio delle relazioni e della felicità offre prospettive ampie e differenziate. La psicologia positiva, ad esempio, indaga come le relazioni influenzino positivamente l’autorealizzazione e la crescita personale.

Studi in questo campo suggeriscono che relazioni sane e supportanti non solo accrescono la felicità personale, ma stimolano anche la resilienza di fronte alle sfide e migliorano la salute mentale e fisica. La letteratura in materia ha evidenziato l’importanza delle interazioni sociali costruttive, sia nel contesto familiare che lavorativo, rivelando come queste interazioni possano essere fonti di ispirazione e di sostegno nel raggiungimento di obiettivi personali e professionali.

Dall’altro lato, le scienze sociali, in particolare la sociologia e l’antropologia, esaminano come le strutture sociali e culturali plasmino le relazioni e, di conseguenza, la felicità. Le differenze culturali, ad esempio, possono influenzare profondamente come le persone interpretano e vivono le relazioni, portando a variazioni significative nel concepire la felicità e il benessere. Inoltre, la ricerca sociologica sulla stratificazione sociale e l’uguaglianza di genere rivela come le disuguaglianze sistemiche possano ostacolare o facilitare la formazione di relazioni significative e influenzare la percezione collettiva della felicità. Questa prospettiva è fondamentale per comprendere le dinamiche relazionali in contesti diversi e per sviluppare politiche pubbliche più efficaci in termini di promozione del benessere e dell’inclusione sociale.

 

 

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