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Leonardo da Vinci e il Rinascimento: l’arte strumento per la scienza e i suoi esiti in Caravaggio

Giovedì 1 febbraio si è svolta in Basilica Palladiana il secondo incontro curato da Relazionésimo in occasione della mostra “Caravaggio, Van Dyck, Sassolino. Tre capolavori a Vicenza”. Ospiti d'eccezione il professor Gaetano Thiene e il professor Rolando Bellini
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 Il tempo che scorre e, tra arte e scienza, interroga le nostre vite è stato al centro del percorso Caravaggio, Van Dyck, Sassolino. Tre capolavori a Vicenza conclusosi domenica 4 febbraio alla Basilica Palladiana. Un evento espositivo importante, di cui Relazionésimo, già organizzatore della mostra La proporzione aurea, è stato partner cruciale. 

In questo contesto, giovedì 1° febbraio alle ore 18, il rapporto tra arte e scienza è stato oggetto della seconda conferenza organizzata da Relazionésimo da titolo “Leonardo Da Vinci e il Rinascimento, l’arte strumento per la scienza e i suoi esiti in Caravaggio”: un excursus in merito alle possibili relazioni tra Leonardo da Vinci e Caravaggio che ha visti impegnati, in un dialogo tra scienza e storia, tra arte e ricerca il professor Gaetano Thiene dell’Università di Padova e il professor Rolando Bellini dell’Accademia di Brera di Milano

La presentazione del professor Gaetano Thiene

Nel suo intervento, il professor Thiene ha affrontato il rapporto tra Leonardo e la medicina, raccontando il suo particolare modo di ricercare – inedito al tempo e ancora, per molti versi, sorprendente – partendo dall’osservazione del dato di realtà.

Leonardo da Vinci, Anatomia di un braccio

Leonardo da Vinci, affascinato dalla perfezione del corpo umano, dedicò infatti molti anni della sua vita allo studio approfondito dell’anatomia: studiò muscoli e ossa, osservò la meccanica del corpo umano e analizzò gli organi interni e la circolazione con una capacità sorprendente di cogliere dettagli e particolari.

Al pari di Andrea Vesalio, Leonardo è infatti considerato uno dei fondatori delle scienze dell’anatomia. Innovò l’illustrazione anatomica, introducendo disegni dettagliati del corpo umano visto da dentro, come evidenziato nei Fogli di Windsor. Leonardo fu pioniere anche nell’uso dell’immagine esplosa, raffigurando, ad esempio, la testa sezionata con il cranio e il cervello nelle rispettive posizioni.

Tuttavia, anche il genio di Leonardo commise errori nella comprensione della circolazione sanguigna. Nonostante non abbia compreso appieno il ruolo del cuore nella circolazione sanguigna, riconobbe però la sua natura di muscolo e strumento per generare calore nel corpo.

Caravaggio, San Gerolamo

Una possibile eredità leonardiana nella pittura del Caravaggio è stato oggetto dell’intervento del professor Bellini, storico dell’arte che, nel suo intervento, ha affrontato la restituzione percettiva del dato di realtà che il Merisi conia dando contezza degli studi che Leonardo da Vinci ha inaugurato facendone un dato distintivo della propria arte. Oggetto di questa riflessione critica è stata l’opera esposta in Basilica: San Gerolamo.

La presentazione del professor Rolando Bellini

La luce e l’ombra sono protagoniste anche nel dipinto di San Gerolamo, proveniente dalla Galleria Borghese di Roma, nel restituire puntualmente il tema raffigurato.

In molti dei suoi dipinti, Caravaggio riusciva a catturare la luce naturale in modo magistrale, dando vita a figure umane che sembravano emergere direttamente dal buio. Questo approccio scientifico alla resa della luce e del corpo umano contribuì in modo significativo alla sua fama e all’evoluzione dell’arte nella storia. 

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