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Less is more! Una filosofia per il nostro tempo

Resa celebre dall'architetto Mies van der Rohe, la filosofia del "Less is more" è sempre più importante in un mondo dove l'eccesso spesso prevale. Scegliere la semplicità può essere la forma più sofisticata di innovazione.
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In un mondo costantemente inondato da stimoli visivi e materiali, “Less is More” risuona più come un monito (e un principio operativo), che come un motto.

Questo principio, fondamentale nel minimalismo, trova espressione in ambiti che spaziano dal design all’architettura, fino ad abbracciare altre forme d’arte. La sua origine è comunemente attribuita a Ludwig Mies van der Rohe, un architetto tedesco-americano considerato uno dei padri fondatori del modernismo. La sua visione ha ridefinito l’estetica moderna, enfatizzando la bellezza che emerge dalla semplicità, contrastando la complessità e l’eccesso. In realtà non fu lui a coniarlo, ma Peter Behrens ,  architetto , per cui Mies lavorò dai ventuno ai ventisei anni

Nel fervore creativo degli anni Venti del Novecento, Mies van der Rohe adottò “Less is More” come filosofia progettuale. Era un’epoca in cui l’architettura e il design stavano virando verso la funzionalità e l’eleganza delle linee pulite. Questo approccio non solo rifletteva un desiderio di ritornare all’essenziale, ma anche di eliminare gli ornamenti superflui. Mies van der Rohe proponeva di valorizzare la semplicità strutturale e la chiarezza dei materiali, principi che hanno lasciato un’impronta indelebile nel design contemporaneo.

Il principio di “Less is More” non si limita all’architettura. Nel design di interni, ha influenzato la produzione di mobili e oggetti di uso quotidiano, dove la riduzione degli elementi a quelli strettamente necessari non solo migliora l’esperienza dell’utente, ma affina anche l’estetica del prodotto. Analogamente, nelle arti visive, l’adozione di un approccio minimalista può essere vista come una reazione contro le forme precedenti, più elaborate e dettagliate, cercando invece di comunicare di più con meno.

Oggi, la filosofia del “Less is More” mantiene la sua rilevanza attraverso diverse discipline, rappresentando un approccio universale che predilige la purezza formale e funzionale rispetto all’ornamentazione eccessiva. Questa filosofia continua a essere un principio cardine nella progettazione contemporanea, dimostrando che spesso una maggiore semplicità può tradursi in un maggiore impatto visivo e funzionale.

La lezione di Mies van der Rohe, che un tempo poteva sembrare controcorrente, è ora una verità autoevidente: in un mondo dove l’eccesso spesso prevale, scegliere la semplicità può essere la forma più sofisticata di innovazione.

 

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