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Luca Pacioli: dal Rinascimento una lezione per l’economia futura

L'impegno per la comunità è uno dei tratti distintivi del nostro progetto. Lo abbiamo fatto in molte occasioni, ma oggi vogliamo raccontarvi del percorso che ha portato a valorizzare un importantissimo patrimonio culturale che giaceva negli archivi della Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza. 
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L’impegno per la comunità è uno dei tratti distintivi del nostro progetto. Relazionésimo lo ha fatto in molte occasioni, ma oggi vogliamo raccontarvi del percorso che ha portato a valorizzare un importantissimo patrimonio culturale che giaceva negli archivi della Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza. 

Parliamo degli straordinari volumi di fra’ Luca Pacioli. Volumi dall’altissimo valore economico e dall’inestimabile valore culturale che Relazionésimo ha riportato alla luce, realizzando la sezione bibliografica della mostra La proporzione aurea, tenutasi tra il 4 ottobre e il 10 dicembre scorso nelle sedi della Basilica Palladiana e di Palazzo Cordellina a Vicenza. 

Luca Pacioli, Summa (1494)

Luca Pacioli (1447-1517) è stato un frate francescano, nato a Borgo Santo Sepolcro in Toscana. Nella sua giovinezza si trasferì a Venezia come tutore nella casa del mercante Antonio Rompiasi. In questa posizione, accompagnò il mercante nei suoi viaggi e acquisì significative conoscenze nella pratica della contabilità commerciale. In quegli anni, frequentò anche le lezioni di matematica commerciale tenute alla Scuola del Rialto da Domenico Bragadin, matematico della Repubblica di Venezia. 

 

Pacioli è oggi conosciuto in tutto il mondo per due libri molto importanti: la Summa de arithmetica (1494) e la Divina Proportione (1509).  Volumi che, spiega il professor Luigino Bruni, economista dell’Università LUMSA di Roma e membro del Comitato scientifico di Relazionésimo, «hanno molto da insegnare sul futuro, oltre che sul passato, della nostra economia». 

«Si tratta di due volumi rari e preziosi», ha ricordato in occasione della mostra l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin. L’occasione della mostra è servita peraltro a compiere un intervento di manutenzione conservativa sui volumi sostenuto da Relazionésimo, fondamentale per questa sensibilità». 

Nel suo lavoro, Pacioli ha descritto le regole per gli investimenti, le vendite, i profitti. Un’intera sezione della Summa è dedicata a una descrizione completa e dettagliata della metodologia contabile che ora chiamiamo partita doppia. Per la prima volta la metodologia viene spiegata in dettaglio e formalizzata in modo da poter essere utilizzata da un pubblico più ampio. È per questo contributo che Fra Luca Pacioli è spesso chiamato il padre della contabilità. Ma il suo contributo non si limita a questo, Pacioli fu un vero e proprio riformatore del capitalismo europeo. Un riformatore capace di unire sotto uno stesso cappello l’attenzione per l’arte e la bellezza, per l’economia e la centralità dell’umano.  

«Senza matematica non c’è arte», amava ripetere. Ma senza arte, chiosava, «non c’è spazio per l’armonia». 

Solo recuperando queste relazioni tra arte e consapevolezza, armonia ed economia la nostra società sarà in grado di evolvere. Valorizzando il bene comune, a favore delle giovani generazioni e della comunità. 

 

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