UN NUOVO DIALOGO TRA GENERAZIONI

di Giuseppe Castaman
Direttore Fondazione Relazionésimo ETS
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Questo intervento è stato ospitato da Il Giornale di Vicenza del 6 giugno 2026

 

Tra le molte sfide che attraversano il nostro tempo, ve n’è una tanto silenziosa quanto decisiva: la ricostruzione del dialogo tra le generazioni. Un dialogo indispensabile, che tocca la vita delle famiglie, il lavoro, la scuola, le comunità e la qualità stessa della nostra convivenza civile. Un dialogo che non è mai stato semplice, ma che oggi appare sempre più fragile, talvolta interrotto, spesso incapace di produrre ascolto autentico e reciproca comprensione.

È urgente immaginare e sperimentare nuove forme di relazione tra giovani e adulti

L’inverno demografico, unito al crescente esodo dei giovani verso l’estero, costituisce per il nostro Paese un fattore di profonda vulnerabilità, destinato a produrre conseguenze rilevanti sul sistema produttivo, sulla sostenibilità del welfare, sulla vitalità economica e sociale dei territori e, non da ultimo, sulla tenuta stessa del patto intergenerazionale. Per questo diventa urgente immaginare e sperimentare nuove forme di relazione tra giovani e adulti: spazi autentici di confronto nei quali sia possibile riconoscersi, ascoltarsi e costruire insieme visioni condivise del futuro. Nuove forme, perché profondamente mutati sono i codici culturali, gli strumenti, le aspettative e gli orizzonti di riferimento.

Giovani e adulti continuano a cercarsi, ma faticano a comprendersi davvero. Esiste un divario che non riguarda soltanto il linguaggio, ma anche il significato attribuito alle esperienze fondamentali dell’esistenza: il lavoro, il tempo, la partecipazione, la responsabilità, il desiderio di futuro. Tale distanza emerge nel mondo del lavoro, dove le istanze delle nuove generazioni stanno interrogando modelli consolidati e chiamano tutti – istituzioni, imprese, scuola e società civile – a una riflessione non più rinviabile.

Viviamo una fase storica segnata da trasformazioni profonde: la globalizzazione, l’accelerazione tecnologica, la transizione ecologica, l’evoluzione dei modelli organizzativi e, al tempo stesso, le difficoltà di un sistema educativo e orientativo che spesso fatica ad accompagnare efficacemente questi cambiamenti.

Ripartire da un luogo di incontro, da un metodo e da una volontà condivisa

In questo scenario, la distanza tra generazioni rischia di trasformarsi in una frattura. Da dove ripartire, allora? Da un luogo di incontro. Da un metodo fondato sull’ascolto reciproco. Da una volontà condivisa di ricostruire fiducia. È con questo spirito che la Fondazione Relazionésimo ETS ha scelto di assumersi una responsabilità precisa: dare vita a una vera “piazza delle relazioni”, uno spazio nel quale giovani e adulti possano incontrarsi, confrontarsi e riconoscersi reciprocamente.

All’interno della prossima edizione di RelazionEXPO, a Verona dall’8 all’11 ottobre, grazie alla collaborazione di numerose realtà scolastiche, formative, universitarie, istituzionali ed economiche, prenderà vita il summit intergenerazionale “Ascoltami – Parlami”. Ogni giorno, circa 300 giovani dalle scuole del Veneto dialogheranno con donne e uomini chiamati a ricoprire ruoli di responsabilità nelle istituzioni, nelle imprese, nell’economia e nella società civile. Non è un’iniziativa costruita per i giovani, ma con i giovani: coinvolti fin dalla fase preparatoria, saranno protagonisti di un confronto che prenderà avvio dalle loro domande, dalle loro inquietudini, dalle loro proposte e dalla loro idea di futuro.

A RelazionEXPO un dialogo su economia, stili di vita, cittadinanza e Europa

Al centro del dialogo vi saranno questioni decisive: il lavoro, l’impresa, l’economia, la sostenibilità delle città e dei territori, la partecipazione civica, il senso dell’Europa e la capacità di immaginare nuove forme di corresponsabilità sociale. Questo percorso nasce da mesi di ascolto e confronto con numerosi stakeholder – tra cui Regione del Veneto, Unioncamere Veneto, Ufficio Scolastico Regionale e diverse Università – che hanno riconosciuto l’urgenza di un’iniziativa volta a ricostruire ponti laddove rischiano di prevalere distanze e incomprensioni.

Tuttavia, una sfida di questa portata non può essere affrontata da un singolo soggetto. Ha bisogno di diventare esercizio collettivo, responsabilità condivisa, investimento comune. Per questo rivolgiamo un appello alle categorie economiche e sociali, al mondo dell’impresa, alle istituzioni educative, al Terzo Settore, alle professioni e a tutte le realtà civiche del Veneto: partecipare a questa esperienza significa contribuire alla costruzione di un nuovo patto tra generazioni, fondato sull’ascolto, sulla fiducia e sulla corresponsabilità. Ce lo chiedono i giovani. Ma, ancora di più, lo chiede il tempo che stiamo vivendo. Perché senza relazione non c’è comunità. E senza un’alleanza tra generazioni non esiste futuro.

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