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Vicinanza Scuola Lavoro comunità. Migliorare la Scuola si può, coinvolgendo gli studenti

Cresce tra i giovani richiesta di relazione e di reciprocità. Una richiesta che, grazie all'iniziativa "Ascoltami Parlami" di Relazionésimo è diventata metodo di lavoro e di collaborazione tra scuola e territorio. Il caso della 5AE del Liceo Economico-Sociale “Fogazzaro” di Vicenza e di un percorso per «provare a cambiare la scuola con le idee degli studenti».
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«Provare a cambiare la scuola con le idee degli studenti». Sta in questa frase il percorso che la classe 5AE del Liceo Economico-Sociale “Fogazzaro” di Vicenza ha avviato la scorsa primavera per ripensare l’attività del PCTO.

I PCTO sono quei “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento” che talvolta vengono vissuti con qualche difficoltà sia dai giovani, che dall’istituzione scolastica.

«Investire sui ragazzi, investire sul futuro»

A provocare l’iniziativa è stato il progetto “Ascoltami-Parlami”, sviluppato da Relazionésimo assieme a Licei della provincia di Vicenza e nato dagli esiti un’indagine realizzata nel 2022 che ha fatto emergere i sentimenti dei ragazzi, dopo gli anni della pandemia, a partire dalle domande che loro stessi avevano proposto.

Una ricerca che ha portato alla luce, tra le altre cose, il desiderio dei giovani di essere co-protagonisti del loro futuro: “parlate, pensate e fate “con noi” e non solo “per noi” il messaggio esplicito emerso. Questa richiesta di relazione di reciprocità è diventata metodo di lavoro e di collaborazione tra scuola e territorio.

«Per noi – sottolinea Ketty Panni, presidente di Relazionésimo i ragazzi rappresentano i destinatari privilegiati del nostro investimento sull’essere umano che sviluppiamo attraverso una nuova consapevolezza del valore delle relazioni, dalla sfera intima e personale a quella economica, sociale e ambientale».

«È per questo –osserva ancora Panni – che, intercettata la richiesta di un PCTO diverso, abbiamo proposto di aprire un cantiere progettuale compartecipato e condiviso dai ragazzi per dare una risposta a questa esigenza».

Dare risposta, formulando le giuste domande

Le domande di partenza hanno permesso di trasformare quella che comunemente viene ancora chiamata alternanza scuola-lavoro in una proposta di «vicinanza scuola-lavoro-comunità» e, di conseguenza, si è cercata una modalità di svolgimento che consentisse ai ragazzi di incontrare più realtà, più luoghi e più forme di lavoro imparando altresì a conoscere il tessuto socioeconomico e culturale in cui vivono.

Ecco allora che la classe, già dalla scorsa primavera, ha iniziato a incontrarsi con alcuni esperti per capire come sviluppare il percorso. Supportati da Guido Zovico, tessitore sociale e referente del progetto Scuola di Relazionésimo, gli studenti hanno potuto apprendere le tappe necessarie per sviluppare un progetto che, partendo dall’idea, potesse approdare a una sperimentazione. A supporto di ciò sono stati effettuati anche degli incontri con Francesca Lazzari, esperta economica e formatrice, e con i rappresentanti di Parco delle Stagioni, Società del Quartetto e La Piccionaia per dialogare con alcune prime realtà del territorio e confrontarsi con loro su come immaginare un’esperienza di PCTO reciprocamente soddisfacente.

Fare la differenza facendo squadra

«Questo progetto è stato formativo per tutti noi, ci ha permesso di migliorare le relazioni nel gruppo classe ed è stata un’occasione per conoscere diverse realtà del nostro territorio» afferma la studentessa Giulia Cirino dicendo anche che «questa esperienza ci ha resi consapevoli di poter fare la differenza proponendo agli studenti di un domani maggiori opportunità nell’ambito del PCTO». Analoga soddisfazione dal suo compagno di classe Mattia Milan: «Ci siamo sentiti coinvolti. Siamo stati noi i protagonisti della creazione di questa attività che ci ha permesso di essere ascoltati e di esprimerci. E nel costruire il progetto abbiamo ascoltato la voce anche di altri studenti della scuola attraverso un’indagine che ci ha aiutato ad avere maggiori informazioni».

«Per noi è stato un nuovo modo fare scuola partecipando a un’attività che ci ha permesso di aprirci all’esterno, confrontarci con altre organizzazioni e, soprattutto, agganciarci a qualcosa di concreto e non solo teorico» affermano Stefania Gresele e Maria Teresa Capanna, le docenti che hanno seguito i ragazzi. «È stato interessante osservare i ragazzi nell’esprimere le loro sensazioni e bisogni, pur consapevoli che non sarebbero stati loro i beneficiari di questa attività». Ma studiando, riflettendo e progettando il percorso «si sono cimentati sul piano pratico in merito a ciò che accade fuori dal recinto scolastico e hanno coinvolto altri studenti della scuola con un questionario per sondare quanto il Pcto fosse conosciuto tra i coetanei e quanto efficace fosse l’esperienza intrapresa» concludono le docenti.

Una staffetta per continuare il lavoro

Per  dare continuità al lavoro fatto è nata l’idea della staffetta: un “passaggio del testimone” di quanto fatto dalla classe 5AE del Liceo Fogazzaro a un gruppo del Liceo Quadri di Vicenza, accompagnati dal professor Alessandro Mannoni, che permetterà di sviluppare un altro tratto del percorso con l’obiettivo di elaborare, entro la fine dell’anno scolastico, una proposta di «vicinanza scuola-lavoro-comunità» sperimentabile l’anno successivo. Un piccolo tassello verso un’idea di comunità educante impegnata a stimolare la voglia di imparare dei nostri giovani.

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